CARLOTTA RUGGIERI (Bologna, 1967)
Il medium espressivo preferito da Carlotta Ruggieri è la fotografia, percepita come una traccia, “la prima traccia tecnologica e magica insieme”. La fotografia offre infatti la possibilità di registrare la realtà, cristallizzando la percezione di un istante in un’immagine in grado di fermare il tempo e il pensiero, che altrimenti non riuscirebbero a sopravvivere al di là del ricordo. Carlotta se ne serve come strumento per sottolineare una presenza ormai dissolta, una realtà che spesso ci sfugge. L’occhio dell’artista segue le tracce di ciò che non è più presente, ma che riesce a manifestarsi nell’assenza; esorta a guardare ogni cosa come se fosse la prima volta, abbandonando il distacco che troppo spesso ci imponiamo nei confronti della realtà per lasciarci affascinare da ciò che ci circonda, per prendere nuova coscienza del continuo divenire di cui facciamo parte. I luoghi – in particolare quelli legati alla sua città, Bologna - assumono per l’artista un significato profondo: lo spazio e il tempo che le appartengono diventano un caleidoscopio di immagini da cui fare astrazione per aprire una finestra su un universo più ampio. L’importanza attribuita ai luoghi emerge in opere quali La vita tranquilla (Sguardi Personali, Castelvetro, 2001) e Marziana (personale alla Galleria Sesto Senso, Bologna, 2002), trittici di fotografie che ritraggono zone di quotidiano passaggio. Carlotta Ruggieri indaga i segni di una presenza appena percettibile, sospesa sul sottile confine che separa appartenenza ed estraneità, realtà e fantasia, vita e morte, e, nel mentre, svela anche la propria ricerca su se stessa, la scelta di ricomporre il proprio mondo interiore attraverso le immagini.
Ad accompagnare Carlotta in questo percorso compare spesso una piccola fata, Morgana, evocata dalla meraviglia di un luogo e di un tempo intensamente vissuti. Morgana è una sorta di energia percettiva e creativa: l’artista la cerca, la insegue, la trattiene nel momento in cui esprime se stessa per poi lasciarla libera di portare un po’ della sua magia a chi sa osservare con occhio incantato quell’attimo di presenza/assenza nel quale ritrovare anche il proprio riflesso. Morgana si materializza a fianco di chi guarda attraverso un piccolo libro (Di Morgana), una serie di fotografie (Marziana), nel ritmo ripetitivo di un disco rotto che accompagna l’ondeggiare di un cespuglio in un video (Ti ho guardato tante volte). Queste immagini, tracce di una presenza che si manifesta nell’assenza, diventano testimonianza del sottile confine tra la realtà e la sua ombra ribelle e curiosa, che rimane percepibile nello spazio anche dopo la presenza reale, come un ricordo, in grado di catturare la realtà di un istante irripetibile.
Carlotta Ruggieri vive e lavora a Bologna. Ha ottenuto il Diploma di Fotografia presso il C.F.P. Riccardo Bauer di Milano. Ha partecipato a numerose mostre, sia personali che collettive, e nel 2002 ha presentato Marziana alla Triennale di Milano (Il racconto di un luogo, Premio Pezza, Milano, 2002).
Francesca Porreca