LUCA GEMMA (Castiglione delle Siviere, Mantova, 1961)
Le installazioni mature di Luca Gemma favoriscono tendenzialmente esperienze di tipo conoscitivo in cui lo spettatore è coinvolto in maniera performativa, fisicamente ed emotivamente. Dimensione reale e virtuale si intrecciano in interventi artistici intesi come presa di coscienza di uno stato mentale o fisico, dunque come forma di consapevolezza individuale approfondita. Nelle macchine a base di squame di pesce ricreanti sonorità legate all’acqua, esposte nel 2001 alla Galleria Neon, “la traccia o il segmento visivo e sonoro”, per dirla con Roberto Daolio, “finiscono per alimentare la cassa di risonanza della memoria”. Suono, movimento, orientamento, percezione sonora dello spazio, contemplazione associativa, performatività sono gli elementi messi in campo per raggiungere lo stato evocativo (favorito in quel caso da un’oscurità avvolgente).
Luca Gemma ricerca la sorpresa, l’imprevedibile,
l’ambiguo; a volte indaga la realtà inconsistente, altre volte la realtà
invisibile, altre ancora la realtà materiale. Il suo approccio al reale può
essere empirico o allucinatorio, in ogni caso volto a discutere le logiche
consuetudini di pensiero attraverso lo scandaglio di aspetti più o meno
manifesti della percezione. Da qui i congegni meccanici, le installazioni
sonore, i video.
Ne La tonica di risonanza ad esempio, opera di cui quella esposta a cARThusia 2004 costituisce
una sorta di estensione sul piano sociologico, Gemma analizza gli
effetti acustici dell’era elettronica palesando quello che, nel ronzio
generale del mondo, viene solitamente coperto, ma che è dominante per
persistenza, ovvero quel centro tonale internazionale proprio dell’uomo
urbanizzato che è, secondo gli studi di Raymond Murray Schafer, la frequenza
di risonanza della corrente elettrica.
Nelle opere di Gemma il valore
artistico è costituito dalle qualità progettuali e artigianali, dalla
capacità di connettere suoni, immagini, oggetti, ambienti, favorendo
dimensioni percettive transitorie ed estranianti. In molti casi i lavori di
Gemma raccontano la disumanizzazione del tessuto metropolitano; è il caso di
Attratto – percorso videosorvegliato, presentato a Pontignano nella
edizione 2003 di cARThusia, video girato in mezzo a un traffico
avvolgente e totalizzante e proiettato a tutto tondo su quattro pareti.
Luca Gemma ha esposto in numerose gallerie italiane e
straniere. Nel 1998 ha partecipato alla Biennale Internazionale del Cairo. Nel
2001 ha esposto alla Galleria Neon di Bologna, nel 2002 alla Galerie Rachel
Haferkamp di Colonia e alla rassegna Entr’acte in Palazzo Albiroli a
Bologna. Nel 2004 ha realizzato l’installazione La tonica di risonanza
nella Galleria Sesto Senso di Bologna.
Lorenzo Giusti