LUCA TANZINI (San Giovanni Valdarno, 1970)
Il processo creativo di Luca Tanzini è una necessità quasi fisiologica, nasce spontaneamente e non ha nessuna ambizione se non quella di morire dopo che ha vissuto. Il pubblico è chiamato a interagire con la situazione e lo spazio creati dall’artista, ma in realtà non produce altro che una dis-azione, un’interruzione del flusso autonomo, completamente autosufficiente nel suo ciclo vitale. Così accade in BØ_X?!, opera preparata per cARThusia 2004. La decisione di intervento si traduce in pura velleità, azione inefficace, tonalità piatta.
L’elemento random di decostruzione e costruzione casuale ricorre, è elemento portante, generatore di immagini e di suoni che trascorrono senza persistenza, confondendo, portando allo spaesamento. Il processo mentale che si esprime in un tentativo di comprensione, conduce a dubbi amletici, senso di precarietà e di illusorietà, infine ad andare oltre la miseria dell’arte in cerca di spiccioli di vita. La rottura delle convenzioni e dei linguaggi genera nuovi enigmatici significati, senza nessun appiglio alle percezioni sedimentate nella memoria, un corto circuito in cui il caso non è un’occorrenza accidentale, ma come le cause e gli effetti, una manifestazione dell’ordine generale che regola gli eventi, una legge della quale ci riveliamo pateticamente ignoranti o inebetiti.
Con lo spirito che fu prima del movimento Dada, dei Surrealisti e dei Situazionisti poi, Tanzini rifiuta l’Arte, rifiuta le regole del gioco perché il gioco è un altro. I mezzi da lui usati non seguono le mode tecnologiche ma vengono scelti di volta in volta: nel caso di BØ_X?! si fermano a una tecnologia retrò, analogica.
L’attività di Tanzini parte dalla sperimentazione di tecniche di video-collage e di video-détournement. Nel 1997 fonda il collettivo PRO.Forma, con il quale gira l’Italia facendo performance multimediali. Il 1998 è un anno di svolta: per l’invenzione e la programmazione di RandomCinema, software per la decostruzione e costruzione casuale del linguaggio cinematografico, e per la fondazione di LiberarTè, movimento per la libera espressione finalizzato all’azione su se stessi. Nel 2000, la presentazione di RandomCinema in Svezia (NEXT 1.0) e la partecipazione all’Expo Mondiale di Hannover con l’installazione multimediale Pilgrimages. Dal 2001 è membro del gruppo musicale E.X.P. Nel 2002 fonda il Cabernet Voltaire, gruppo d’improvvisazione ludico-visivo-sonora. Dal 1998 lavora a UniversalCity, performance con cui partecipa all’edizione di cARThusia 2003. Nel 2003 realizza la parte visivo-multimediale della mostra La Venere svelata al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles. Nel 2004 conclude Stagioni, l’altro lato della medaglia di UniversalCity.
Gabriella Lerario