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Per
Campeggi, figlio di un tipografo da cui apprende i primi rudimenti delle
tecniche di stampa e riproduzione, appare fondamentale l'incontro con
Ottone Rosai, che ne caldeggia la frequenza della scuola d'arte fiorentina.
Dopo la guerra si trasferisce a Roma dove inizia la sua attività
di cartellonista cinematografico introdotto da Luigi Martinati, Luigi
Ballester e Alfredo Capitani.Con il successo del film "Aquila nera",
Campeggi riesce ad avere un colloquio con la Metro Goldwyn Mayer, consentendogli
di stabilire i contatti con il mondo del cinema americano.Nel corso
della propria attività realizza più di tremila manifesti
introducendo nel genere cartellonistico suggestioni delle coeve avanguardie
figurative. |
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