chiostrino, cantina

" La Ceramica è quasi senza tempo e per un lavoro fatto appositamente per la Certosa di pontignano mi è sembrata la soluzioen perfetta per risolvere il problema dell'integrazione dell'opra nel contesto.

 

Roberto Caracciolo

I Certosini

 

Progetto per superficie in cotto
25 elementi, ceramica
cm 20 x 200 x 200

La ceramica è antica, ma allo stesso tempo può essere molto attuale; è semplice de umile, la si trova ovunque e la usiamo tutti i giorni quai senza farci caso. La creta nella prima fase di lavorazione è viva, si contorce e piega mentre s'aciuga diventando una trasformazione di ciò che la mano ha plasmato, o meglio, nel mio caso, tagliato. La creta diventata rossa resterà sempre in parte visibilelungo i bordi affilati, disegno e struttura di ogni pezzo.
La forma di base è uguale per tutti i venticinque pezzi anche se poi variano le proporzioni e il modo in cui essi sono stati costruiti, saldando dei parallelepipedi con la barbottina. Questa forma è nata pensando alla lettera C che moltiplicandosi per tre rigira su se stessa. La forma, che potrebbe essere contenuta in un cubo, è chiusa anche se poi indica tre direzioni diverse, aprendosi abbastanza da suggerire delle scelte possibili. La C come lettera ricorrente negli ordini monastici fondati all'inizio del secondo millennio: Certosini, Cistercensi, Camaldolesi. Ma anche C come in Cristo, chiesa e comunione.
I colori sono stati scelti in base a quelli dei vari ordini monastici che iniziano per C: il bianco, il crema, un po' di grigio ed ancor meno nero. Su ognuno dei venticinque pezzi i colori - o la mancanza di essi- sono distribuiti in modo diverso, intingendo le forme nello smalto che diventerà brillante e lucido nel forno. Non ci sono due pezzi uguali. Pur limitati da regole e doveri, resi uniformi e messi in riga, ogni pezzo resta unico, come unici erano tutti i monaci che hanno vissuto nelle mura della Certosa".

© 2002 - Camilla Macro